Come si Riutilizzano i Fondi di Caffè

Quante volte riempiamo la caffettiera con il caffè in polvere, ed una volta finito il tutto lo gettiamo nella pattumiera? Oggi vedrai come quest’operazione sia alquanto sbagliata, in quanto puoi riutilizzare questi fondi di caffè nella quotidianità, e quindi è bene che tu non li getti più ma che li conservi. Seguendo questa breve guida potrai prendere spunto su alcuni aspetti.

Capita, a volte, dopo avere terminato di fare le faccende di casa, e quindi aver utilizzato i più svariati prodotti, di sentire le proprie mani grasse. In questo caso è utilissimo procedere con l’utilizzo dei fondi del caffè prima del classico sapone per le mani. E’ sufficiente utilizzare gli stessi in abbinamento con dell’acqua tiepida, e strofinare per alcuni secondi le mani. Successivamente sciacqua per bene, e procedi a lavare le mani con il sapone che utilizzi di solito. Potrai quindi notare che le tue mani saranno perfettamente sgrassate.

Se hai a che fare con macchie di particolare tipologia sopra i mobili delicati, non perdere tempo con prodotti di vario tipo, che spesse volte, oltre a non farti raggiungere l’obiettivo, tendono a rovinare il mobile stesso. Per ottenere i migliori risultati, inumidisci appena i fondi del caffè e sfregali sopra gli stessi. Dirai quindi addio alle macchie zuccherine, dovute cioè a liquidi dolciastri, come possono ad esempio essere alcuni tipi di gassate, o sciroppi.

Puoi, inoltre, utilizzare i fondi di caffè per altri due usi principali, diversi tra loro ma caratterizzati dal medesimo risultato. Puoi utilizzarli come concime per le piante, semplicemente inserendone una piccola quantità all’interno del vaso della pianta stessa e mescolandola con la terra. Oppure, se hai cucinato il pesce, e fai fatica ad eliminarne l’odore dalle pentole, sfregaci semplicemente dei fondi di caffè, e dirai addio a quel fastidioso odore.

Come Coltivare il Prato

Il prato è una parte molto importante del giardino perchè riguarda tutto il manto erboso. Se anche tu hai un prato e te ne devi occupare, leggi questa guida, molto semplice e veloce, che ti dirà cosa fare passo dopo passo, per avere un prato stupendo.

Come prima cosa, ti consiglio di utilizzare il prato pronto, che viene venduto in zolle o in rotoli. Dovrai, quindi, preparare il terreno zappandolo per una profondità di 10 cm, poi togliere eventuali pietre e vegetazione; livellalo, innaffialo e concimalo. Dopo qualche giorno, stendi il rotolo erboso.

Dovrai poi innaffiarlo periodicamente, tramite irrigazione manuale o automatica. Nei periodi primaverili estivi naturalmente l’erba va tagliata, soprattutto in aprile,maggio, agosto e settembre e va tagliata ogni 10 giorni circa o comunque quando l’erba raggiunge gli 8 o 9 cm di altezza massima.

Procedi poi con la concimazione: dovrai usare soprattutto azoto, che serve per far crescere rigogliosa la vegetazione. Dovrai concimare soprattutto in prossimità della tosatura, perchè è in quel momento che il terreno si impoverisce di più. Per dettagli sulla concimazione è possibile seguire questa guida di Luca Tavella. Occupati poi dell’eliminazione di erbe infestanti e di pietre e rami secchi.

Come si Lavora all’Uncinetto

La tecnica dell’uncinetto permette di ottenere da un unico filato capi di abbigliamento ma anche pizzi e centrini. Lavoro che richiede elevata manualità, con semplici strumenti da vita a creazioni di ogni tipo. Il nome deriva dallo strumento utilizzato per intrecciare il filo: un bastoncino dotato di un uncino ad una estremità.

Origini
L’uncinetto ha origini antichissime, si pensa che già gli antichi egizi praticavano questa tecnica. Come altre arti tessili nate nell’antichità,abbiamo testimonianze provenienti da gran parte del mondo: Estremo oriente, Africa, Europa, America del nord ma anche del sud. In Cina l’uncinetto veniva utilizzato per la realizzazione di bambole mediante filati grossi, in Turchia e Scozia per fabbricare berretti o mantelli, in Africa per la confezione dei copricapi dei capi tribù. Se utilizzato con filati fini, si otteneva una specie di tessuto molto delicato simile al trine. In Italia venne molto utilizzato dalle suore per creare addobbi o parti di vesti per la chiesa.
Originariamente di legno o avorio, gli uncinetti moderni sono metallici o plastici. Le grandezze sono standardizzate dall’ International Standardard Range e prevedono misure dai 0,6mm per filati molto sottili a 10mm per i più grossi. La lunghezza invece è uguale per tutti: 20 cm, tranne che per quelli utilizzati per il punto Tunisi che arrivano a 30 cm.
Solitamente in fase di lavorazione si crea una schiacciatura centrale per favorire l’impugnatura.

Filati
Si possono utilizzare svariati tipi di filati per ottenere diversi risultati. Con cotone e seta si ottiene un tessuto delicato, mentre fibre più grosse sono utilizzate per creare indumenti. Comunemente per realizzare prodotti creativi si utilizza il cotone. Possono essere utilizzati anche altri filati come la lana, la rafia, la seta, la canapa, la juta, il lino e la corda, singolarmente o uniti insieme.

Lavorazioni
Con l’utilizzo dell’uncinetto classico si possono effettuare diversi tipi di lavorazione
A forcella.
A rete (filet).
Friulano (base a rete squadrata con decorazioni floreali in rilievo).
Pizzo d’Irlanda (lavoro a rilievo su base a catenelle).
Tunisino.
Essendo più lungo permette di raccogliere più asole contemporaneamente,analogamente al lavoro a maglia con i ferri, e di chiuderle nel giro di ritorno, ottenendo grossi tessuti.

Punti base
Catenella
Risulta essere l’inizio del lavoro. Il primo punto è formato da un cappio annodato dentro il quale si fa passare il filo di lavorazione tramite l’uncinetto.
Punto alto
Consiste nel raccogliere il filo da lavorare, entrare con l’uncinetto nella catenella sottostante, prelevare ancora un filo e passarlo attraverso quella catenella ottenendo tre asole aperte sull’uncinetto, raccogliere di nuovo il filo di lavorazione e chiudere le prime due asole passandovi attraverso, restano 2 asole, infine raccogliere ancora il filo e chiudere le ultime due asole. rimane solo un’asola.
Punto basso
Analogo al punto alto ma non si raccoglie il filo di lavorazione ne all’inizio ne per chiudere le prime due asole.

Come Ridecorare Oggetti in Legno con Finta Tarsia

Se il tuo vecchio pavimento in legno si è rovinato e vuoi ristrutturarlo perché non hai il denaro necessario per cambiarlo, c’è un modo per ripararlo con pochissimi soldi ed in modo davvero egregio cioè imitando la tarsia. Questo metodo di può applicare anche ai mobili e a svariati oggetti sempre che non siano oggetti troppo piccoli e siano di legno.

Occorrono
mordente vari ad acqua
spatola
cera per mobili
panno di spugna
ammoniaca
carta adesiva
carta da lucido
carta graffite
carta vetrata
pennello

Per creare l’effetto tarsia bisogna impiegare l’ingrediente principale che sono i mordenti di varie essenze come il mogano, l’ebano e svariati altri tipi di legno. Con queste sostanze si può trasformare una superficie liscia in un piano decorato in modo davvero stupefacente. I mordenti da impiegare sono i mordenti all’acqua consigliati specialmente ai principianti perché facili da applicare. I mordenti si preparano diluendo in acqua calda dei pigmenti in polvere ed il 6% di ammoniaca.

Una volta preparato il mordente versa l’emulsione così ottenuta in un recipiente in vetro e fare riposare almeno un’ora. Adesso passa a scartavetrare il legno togliendo qualsiasi traccia di preesistenti colori o vernici ancora visibili. Per i meno esperti si consiglia di riprodurre figure geometriche. Prepara il disegno sulla carta da lucido e trasferiscilo con la carta graffite sulla superficie che vuoi rimettere a nuovo.

Nelle zone esterne al disegno vanno attaccate strisce di carta adesiva per evitare sbavature. Passa ora il pennello nel mordente e spalmalo sulla zona da decorare partendo dal centro verso l’esterno.

Prosegui così allo stesso modo per tutti i colori che sceglierai di adoperare. Dopo averli fatti asciugare tutti, aiutandoti con una spatola, spalma la cera per mobili e fai asciugare anche questa dopo lucida la superficie con una pezza di lana. Se il colore applicato dovesse risultare troppo scuro, puoi passare un panno umido per schiarire. Ripeti l’operazione un’ora dopo..

Come Lavare i Piatti in Modo Naturale

Come i prodotti per l’igiene personale, anche quelli per la pulizia della casa possono essere privi di agenti chimici e totalmente naturali. Seguendo questa guida potrai imparare quali ingredienti utilizzare per avere stoviglie sempre pulite, igienizzate e profumate senza dovere comprare un detersivo per i piatti.

Occorrente
3 limoni, 400 ml di acqua, 200 gr di sale, 100 ml di aceto bianco.

Prendi i limoni e tagliali in grossi pezzi eliminando tutti i semi.
Adesso frullali aiutandoti con un mixer insieme ad un pò di acqua e al sale.
Fai bollire la poltiglia in una pentola, aggiungendo prima tutta l’acqua e l’aceto, per circa dieci minuti.
Mi raccomando, gira spesso con un cucchiaio di legno perchè non si attacchi.

Quando questo composto si è addensato e un po’, quasi come fosse una specie di marmellata, lascialo raffreddare e poi riponilo in vasetti di vetro.
Questo è un detersivo naturale che puoi utilizzare sia a mano, nella quantità che ritieni più opportuna, ma anche nella lavastoviglie, utilizzandone ogni volta due cucchiai.

Questo prodotto agisce efficacemente grazie al potere sgrassante e lucidante dell’aceto e del limone, mentre il sale aiuta ad igienizzare.
Inoltre è anche un ottimo anticalcare per il lavello e la stufa soprattutto se sono in acciaio inox.
Se i piatti da lavare sono eccessivamente unti tanto da richiedere l’uso di tensioattivi, puoi aggiungere un po di detersivo ecologico.