Come Prelevare le Scorze di un Limone

Quando ci accingiamo a preparare torte, dolci, biscotti di ogni genere, la maggior parte delle volte tra gli ingredienti sono rischieste le scorze di limone (a volte anche arance). Nella guida di seguito un metodo molto efficace per prelevare le scorzette dai limoni.

Per prelevare le scorzette, cioè scorze d’agrumi larghe all’incirca due centimetri, fornitevi di un coltellino pela patate: adoperando questo arnese, riuscirete facilmente e velocemente a prendere solo la parte esterna dell’agrume, lasciando quella bianca che solitamente non si richiede nelle ricette poiché amara.

Se invece, volete un metodo originale e che può esservi di aiuto ad evitare che la scorza di limone rimanga incastrata tra i dentini della grattugia, fate in questa maniera: prendete un piccolo foglio di carta pergamenata, anche la normale carta da forno andrebbe benissimo per svolgere questa operazione.

Coprite con essa la grattugia: quando premete e strofinate sulla grattugia l’agrume, questa robusta carta si buca solo in corrispondenza delle piccole sporgenze aguzze della grattugia, ma non si spezza. Diversamente raccoglie tutta la scorza grattugiata di limone che rimarrebbe invece incastrata tra i solchi. A operazione finita, staccate la carta dalla grattugia, poi staccate la scorza dalla carta passandovi sopra un coltellino.

Come Piantare Ciliegio dal Nocciolo

Il ciliegio è una delle piante da frutto più apprezzate di sempre, i suoi frutti rossi sono gustosissimi e prelibati, tanto da renderli il frutto estivo più richiesto.

Se vogliamo anche noi avere il nostro albero di ciliegio sul nostro giardino non dobbiamo fare altro che piantarlo, ecco, quindi, come piantare un ciliegio dal loro nocciolo.

Raccogliete una decina di noccioli, lavateli ed asciugateli per bene.

Utilizzando un terriccio universale, piantare ogni seme in un bicchierino da caffè, a cui avete praticato alcuni fori sul fondo per permettere la fuoriuscita dell’acqua.

In ogni bicchierino va messo un solo seme, procedete dunque ad innaffiare, e così tutte le sere, oppure quando la terra risulta asciutta.

Continuate in questo modo fino a che i semi germoglieranno, dal momento che il germoglio è visibile lasciare crescere ancora un po’ nel bicchierino, quindi trapiantare in vaso abbastanza grande.

Da notare che per la germogliazione del seme sono necessari diversi mesi, avvolte anche un anno, quindi abbiate pazienza e presto verrete ripagati dai risultati.

Quali Plastiche Utilizzare per il Fai da Te

Spesso realizziamo gioielli con minuterie composte da materiali diversi e non sappiamo nemmeno di cosa sono fatte. Questo accade perché oggi, nel mercato, ci sono ormai una vastità di prodotti grazie anche all’importazione cinese, che conta molto di più l’aspetto estetico del prodotto finale senza conoscere il materiale di base. E’ invece interessante conoscere la differenza fra le materie plastiche.

Oggi, nel mercato, ci sono ormai una vastità di prodotti per realizzare gioielli (grazie anche alla capillare importazione cinese) che conta molto di più l’aspetto estetico del prodotto finale senza conoscere il materiale di base. E’ invece interessante conoscere la differenza fra le materie plastiche. Essere artigiani è importante non solo per l’ingegno dell’opera d’arte, ma anche per la profonda conoscenza che dimostra di avere nel proprio lavoro. Soprattutto è interessante capire come nel mercato vengono proposti i componenti plastici per realizzare un gioiello.

La resina e la plastica sono due materiali differenti seppur molto simili. Una perla in resina artificiale è fatta di materiale plastico molto duro e resistente che solitamente ha una colorazione tendente al bianco o al beige e per questo motivo spesso sono colorate in superficie. Una perla in plastica è fatta di materiale plastico, ma più leggero rispetto alla resina e il colore può essere intrinseco quindi non solo essere saturo, ma anche trasparente. In seguito ad esigenze di mercato venne sviluppato nel 1928 e commercializzato nel 1933, da una ditta di polimetilmetacrilato (di metacrilato, in forma abbreviata PMMA), un tipo di plastica che prese il nome commerciale di Lucite, ma si tratta di plastica acrilica. Una perla in acrilico è fatta di materiale plastico che imita la trasparenza del vetro pur essendo solida come la resina o la plastica. La plastica acrilica viene infatti impiegata anche per realizzare i vetri di sicurezza. Altri nomi commerciali oltre alla Lucite per questo polimero sono: Acrivill, Deglas, Limacryl, Oroglas, Perspex, Plexiglas e altri minori. Attualmente è impossibile comprare perle in Lucite poichè la ditta, dopo gli anni cinquanta, si occupò decisamente di altro.

In sostanza un collana “vintage” per essere tale deve avere almeno vent’anni, se è fatta di vera Lucite allora potrebbe essere degli anni cinquanta dove era più in voga l’uso di questo materiale per gioielli da bottega. Un altro tipo di materiale plastico che potrebbe essere “vintage” è la bachelite (sintetizzata nel 1907), un polimero polveroso adatto alla stampa a caldo e spesso utilizzato con elementi riempitivi. Un esempio di perla in bachelite è l’imitazione della pietra d’ambra, le cui caratteristiche sono spiegate nel dettaglio in questa guida su Pietrapreziosa.net, o l’avorio.

Come Coltivare un Bonsai

I bonsai sono dei veri e propri alberi, ma di dimensioni molto ridotte, alberi che vengono allevati in vasi larghi e bassi, in modo che la pianta si sviluppi in un certo modo.

Possiamo creare un bonsai praticamente da qualsiasi tipo di albero, tuttavia per gli alberi da frutto c’è da fare una considerazione in quanto non tutti i tipi sono adatti, il bonsai, infatti, pur essendo di piccole dimensioni, produce frutti dalle dimensioni normali, quindi non potremo fare un bonsai da un pero o melo, almeno che non togliamo i frutti molto prematuramente.

Un ottimo tipo di albero da frutto con la quale fare un bonsai è il ciliegio.

Una volta che il germoglio del nocciolo è diventato abbastanza grandicello (3/4cm) è il momento di travasarlo nel vaso in cui si svilupperà in bonsai, il vaso deve essere abbastanza largo e poco alto, quindi i classici vasi da bonsai.

La regola per innaffiare è sempre quella di toccare il terreno, se questo è asciutto allora possiamo innaffiare, se invece la terra è umida allora non lo facciamo, ricordate che il ciliegio preferisce la mancanza di acqua (non esagerata) che l’eccesso.

Dal momento in cui il bonsai comincia a crescere è necessario cominciare a legare i rami in modo da farli assumere l’aspetto desiderato, il filo da utilizzare è quello apposito per bonsai, prima di legare è necessario aver innaffiato precedentemente, così da ammorbidire i rami.

Per integrare il terreno di sali minerali bisogna concimarlo con appositi concimi liquidi per bonsai, tale operazione va fatta ogni 30 giorni, da marzo a settembre, escludendo luglio e agosto.

Quando il nostro bonsai perde le foglie (novembre/dicembre) è il momento di potare i rami che intralciano la figura del nostro bonsai, ricordatevi di effettuare le potature con apposite cesoie adatte per il bonsai, e di curare il taglio con dell’apposito mastice cicatrizzante.

Ogni 2 anni circa è necessario rinvasare il bonsai, nel periodo di novembre/dicembre, si estrae il bonsai dal vaso, si toglie un po’ di terra dalle radici con l’apposito rastrello, e quindi si potano le radici più grandi.

Si può rinvasare sullo stesso vaso, quindi utilizzare il 50% di terriccio universale, 25% torba e 25% sabbia.

Il ciliegio è soggetto a vari parassiti, quindi è necessario prevenire con prodotti antiparassitari, prima della fioritura.

Come Giocare al Lasca

Questo è un gioco che sicuramente ti coinvolgerà. Ecco il suo scopo: ogni giocatore muove i propri pezzi per catturare quelli dell’avversario o per bloccarli. Ogni pedina porta un contrassegno su una faccia, allo scopo di distinguere la sua parte superiore da quella inferiore.

Occorrente
Una scacchiera di 7 X 7, cioè 49 caselle nere e bianche
11 pedine nere
11 pedine bianche

I bianchi giocano per primi. In seguito ciascun giocatore, a turno, sposta un pezzo. Una pedina può spostarsi di una casella, in diagonale a sinistra o a destra, ma sempre in avanti. La pedina può anche saltare, sempre in avanti, sopra un pezzo avversario situato in una casella vicina, per disporsi poi sulla casella immediatamente al di là, che deve essere vuota. Tuttavia il pezzo saltato non esce dal gioco.

Se si tratta di una semplice pedina o di un ufficiale senza colonna (come sarà detto più avanti) il pezzo rimane tale e quale, sotto la pedina che l’ha preso: il salto dà quindi origine a una colonna di 2 pezzi. Come nella dama, la pedina può concatenare prese successive. Quando ha raggiunto la settima fila, una pedina è promossa ufficiale: viene capovolta in modo che il suo contrassegno si trovi nella parte superiore.

L’ufficiale si sposta di un numero indefinito di caselle in una direzione e salta a distanza, come una dama del gioco classico. Esso può catturare in tutte le direzioni ma conserva la propria presa sotto di sè, come la pedina. Una pedina non può essere promossa al grado di ufficiale nel corso di un susseguirsi di salti e proseguire subito il suo spostamento.

Qualunque sia il numero dei possibili salti successivi, la pedina che passa per la settima fila viene immediatamente capovolta e rimane nella casella raggiunta, interrompendo il giro del suo giocatore. A causa del combinarsi dei salti successivi, vengono a costituirsi delle colonne di pezzi più o meno numerosi, nell’uno e nell’altro campo. Il pezzo superiore è la guida: la colonna segue il suo modo di spostarsi e appartiene al suo giocatore. Quando una colonna è saltata da un pezzo avversario, viene preso solo il pezzo superiore, cioè la guida, e viene collocato sotto al pezzo che ha saltato. L’azione termina non appena uno dei giocatori non è più in grado di effettuare spostamenti o perchè ha perso tutti i suoi pezzi.