Il filtro a spugna dell’acquario deve essere pulito periodicamente, ma non nello stesso modo in cui si laverebbe una normale spugna domestica. Tra i suoi pori non si accumulano soltanto detriti, residui di mangime e materiale organico: la superficie viene colonizzata anche dai batteri coinvolti nella filtrazione biologica. Una pulizia troppo aggressiva può quindi eliminare parte della flora batterica utile, mentre una spugna lasciata intasare per mesi può ridurre il passaggio dell’acqua e peggiorare l’efficienza del filtro.
La soluzione consiste nel rimuovere lo sporco grossolano senza cercare di riportare la spugna all’aspetto che aveva appena acquistata. Per farlo è generalmente preferibile utilizzare acqua prelevata dall’acquario durante un normale cambio, oppure acqua opportunamente declorata quando consentito dal produttore. Sapone, detergenti domestici, acqua molto calda e disinfettanti non devono essere impiegati nella manutenzione ordinaria. Bisogna anche distinguere tra un vero filtro a spugna azionato da un aeratore e una spugna inserita all’interno di un filtro interno, esterno o a zainetto. Il principio di pulizia rimane simile, ma nel secondo caso possono esserci altri materiali filtranti che rappresentano una parte importante della filtrazione biologica. Vediamo come procedere senza compromettere l’equilibrio dell’acquario.
Perché la spugna del filtro deve essere pulita
L’acqua dell’acquario attraversa continuamente i pori della spugna. Le particelle sospese vengono trattenute e, con il passare del tempo, il materiale si riempie di residui marroni formati da detriti organici, particelle di cibo, feci e materiale proveniente da piante e fondo.
Questo è in parte il lavoro che il filtro deve svolgere. Una spugna sporca non è quindi necessariamente una spugna che funziona male.
Il problema compare quando l’accumulo diventa così consistente da ostacolare il passaggio dell’acqua. In un filtro azionato ad aria potresti notare una diminuzione del flusso o delle bolle. In un filtro interno o esterno la portata dell’acqua può diventare sensibilmente inferiore rispetto al normale.
Quando succede, è arrivato il momento di eliminare parte dei detriti.
La spugna svolge anche una funzione biologica
Il filtro non serve soltanto a catturare lo sporco visibile. La superficie della spugna costituisce anche un supporto sul quale possono insediarsi batteri utili.
Nel ciclo dell’azoto alcuni microrganismi trasformano sostanze potenzialmente pericolose prodotte dai pesci e dalla decomposizione del materiale organico. L’ammoniaca viene trasformata attraverso diversi passaggi fino a forme meno tossiche che vengono poi gestite mediante cambi d’acqua, piante e altri processi dell’acquario.
I batteri colonizzano diverse superfici della vasca, ma il filtro offre condizioni particolarmente favorevoli perché riceve continuamente acqua e ossigeno.
Per questo una spugna biologicamente matura non dovrebbe essere sterilizzata a ogni pulizia.
Perché è meglio utilizzare l’acqua dell’acquario
Il metodo più prudente consiste nel riempire un secchio o altro contenitore pulito con una parte dell’acqua rimossa durante il cambio periodico e utilizzare quella per risciacquare la spugna.
In questo modo temperatura e caratteristiche dell’acqua sono già compatibili con quelle alle quali è abituata la comunità microbica del filtro.
L’acqua di rete può invece contenere cloro o clorammine impiegati per la disinfezione dell’acqua potabile. Queste sostanze possono danneggiare i batteri presenti nel materiale filtrante. Produttori di filtri come Fluval raccomandano infatti di risciacquare le spugne biologiche nell’acqua dell’acquario proprio per preservarne la colonizzazione.
Quando non è disponibile abbastanza acqua dell’acquario, può essere utilizzata acqua correttamente trattata con un biocondizionatore compatibile, seguendo le indicazioni del prodotto e del costruttore del filtro.
Bisogna evitare sempre l’acqua del rubinetto?
Non è necessario trasformare questa indicazione in una regola assoluta indipendente dalla situazione. Alcuni produttori ammettono acqua di rete opportunamente condizionata e determinati materiali utilizzati principalmente per la filtrazione meccanica possono essere risciacquati più energicamente.
Il punto fondamentale è evitare di esporre inutilmente la principale spugna biologica dell’acquario ad acqua contenente disinfettanti.
Se la spugna rappresenta una parte essenziale della filtrazione biologica, utilizzare l’acqua appena prelevata dalla vasca durante il cambio rimane il sistema più semplice e prudente.
Non utilizzare acqua molto calda
Anche quando l’acqua utilizzata è priva di cloro, una temperatura molto diversa da quella dell’acquario può sottoporre la comunità microbica a uno stress inutile.
Evita soprattutto acqua bollente o molto calda nel tentativo di “igienizzare” la spugna. La manutenzione ordinaria non deve sterilizzare il filtro.
Se utilizzi acqua nuova opportunamente condizionata, mantienila a una temperatura ragionevolmente vicina a quella dell’acquario.
Preparare la pulizia durante il cambio dell’acqua
Il momento più comodo per pulire il filtro a spugna coincide spesso con un normale cambio parziale dell’acqua.
Prepara un secchio che non sia mai stato utilizzato con detergenti domestici. Sifona una quantità sufficiente di acqua dall’acquario e conservala per la pulizia.
Se devi mettere le mani nella vasca e sono presenti apparecchi elettrici immersi, scollega preventivamente quelli per i quali il produttore richiede la disconnessione. I manuali dei filtri elettrici raccomandano generalmente di togliere alimentazione prima di effettuare la manutenzione.
Un semplice filtro a spugna azionato da un aeratore non possiede un motore immerso, ma prima di scollegare tubi e accessori conviene comunque spegnere l’aeratore e seguire la procedura prevista dal modello.
Come estrarre il filtro senza disperdere tutto lo sporco
Una spugna molto sporca può rilasciare una nuvola di detriti appena viene sollevata.
Un metodo pratico consiste nell’avvicinare alla spugna, mentre è ancora immersa, un contenitore o un sacchetto pulito riempito con acqua della vasca. Inserisci delicatamente il filtro al suo interno e solleva tutto insieme.
In questo modo una buona parte dello sporco rimane nel contenitore anziché diffondersi nell’acquario.
Non è indispensabile farlo quando la spugna è poco sporca, ma diventa molto utile con filtri che non vengono puliti da parecchio tempo.
Come lavare correttamente la spugna
Immergi la spugna nel secchio contenente l’acqua prelevata dalla vasca e comprimila più volte con le mani.
Vedrai probabilmente uscire una notevole quantità di materiale marrone. È normale.
Continua a comprimere e rilasciare la spugna finché hai rimosso la maggior parte dei detriti che ne ostruiscono i pori. Se l’acqua diventa molto sporca, puoi sostituirla con altra acqua dell’acquario ottenuta durante lo stesso cambio.
Non è necessario continuare finché l’acqua rimane perfettamente trasparente e la spugna sembra nuova. Lo scopo è ripristinare una buona permeabilità, non sterilizzare il materiale.
Bisogna strizzare con forza?
Una spugna grossolana destinata soprattutto alla filtrazione meccanica può essere compressa abbastanza energicamente senza problemi. Se la stessa spugna costituisce però la principale superficie biologica dell’acquario, è sensato evitare trattamenti inutilmente estremi.
Fai diverse compressioni complete nell’acqua. Normalmente bastano per eliminare lo sporco che ostruisce i pori.
Non utilizzare spazzole rigide direttamente sulla spugna e non raschiarne la superficie.
La spugna non deve tornare del colore originale
Questo è uno dei punti che confonde maggiormente chi inizia.
Una spugna nuova può essere blu, nera, verde o gialla. Dopo mesi nell’acquario acquisisce inevitabilmente una colorazione più scura.
Non bisogna continuare a lavarla finché ritorna perfettamente brillante. Una parte della colorazione deriva dal biofilm e dalla normale maturazione del materiale.
Se dopo alcune pressioni la spugna permette nuovamente un buon flusso d’acqua, la manutenzione ha raggiunto il suo obiettivo.
Mai utilizzare sapone o detergenti
Sapone per piatti, sgrassatori, detergenti antibatterici e prodotti per la casa non devono essere utilizzati per la normale manutenzione dei materiali filtranti.
Tracce di detergente possono rimanere nei pori della spugna e successivamente entrare in acquario, con possibili conseguenze per pesci, gamberetti e altri organismi.
I produttori di filtri indicano esplicitamente di utilizzare acqua senza saponi o detergenti anche per le parti del filtro.
Dedica secchi, spazzolini e utensili esclusivamente alla manutenzione dell’acquario.
Non disinfettare la spugna con candeggina durante la manutenzione normale
La candeggina distruggerebbe proprio la comunità biologica che si vuole conservare. Non serve per pulire un normale filtro funzionante.
La disinfezione è un’operazione completamente diversa dalla manutenzione e può essere necessaria soltanto in situazioni particolari, per esempio quando si deve sanificare un sistema dopo specifiche malattie e secondo un protocollo appropriato.
In quel caso bisogna considerare che la spugna disinfettata non costituisce più un materiale biologicamente maturo e l’acquario potrebbe avere bisogno di una nuova maturazione.
Pulire anche il tubo centrale del filtro a spugna
In un filtro ad aria lo sporco non si accumula soltanto nella schiuma. Alghe e depositi possono formarsi anche nel tubo di risalita e nei piccoli passaggi attraverso i quali escono le bolle.
Dopo avere rimosso la spugna, controlla le parti in plastica. Possono essere risciacquate con acqua e, quando necessario, pulite con una piccola spazzola dedicata esclusivamente all’acquario.
Non utilizzare sapone.
Se i fori del diffusore o della parte che distribuisce l’aria sono coperti da detriti, liberarli può migliorare sensibilmente il flusso senza dover intervenire sull’aeratore.
Controllare il tubo dell’aria
Se dopo avere pulito la spugna il filtro continua a produrre poche bolle, il problema potrebbe non essere nel materiale filtrante.
Controlla che il tubo dell’aeratore non sia piegato, schiacciato o parzialmente staccato. Verifica anche l’eventuale valvola di non ritorno, seguendo il verso indicato sul componente.
Con il tempo alcuni diffusori possono ostruirsi e alcune pompe ad aria possono perdere prestazioni.
Prima di sostituire la spugna, quindi, verifica l’intero percorso dell’aria.
Come rimontare il filtro
Dopo la pulizia rimonta le parti nello stesso ordine in cui erano installate.
La spugna deve aderire correttamente al supporto senza lasciare grandi passaggi attraverso i quali l’acqua possa evitare il materiale filtrante.
Ricollega il tubo e riposiziona il filtro alla profondità prevista dal costruttore. Riaccendi quindi l’aeratore.
Dopo alcuni secondi dovresti osservare una produzione di bolle e un movimento dell’acqua più regolare rispetto a prima.
Se l’acqua diventa torbida dopo la pulizia
Durante rimozione e reinstallazione è normale che una piccola quantità di detriti venga liberata nella vasca.
Una leggera torbidità composta da particelle può scomparire dopo qualche tempo grazie al nuovo passaggio dell’acqua attraverso il filtro.
Se invece l’acqua diventa molto torbida per diversi giorni oppure compaiono valori anomali di ammoniaca o nitriti, bisogna verificare che la pulizia non sia stata eccessivamente aggressiva e che il filtro stia funzionando correttamente.
In un acquario appena avviato, una torbidità persistente può avere anche altre cause e non dovrebbe portare automaticamente a una nuova pulizia completa del filtro.
Ogni quanto pulire il filtro a spugna
Non esiste un intervallo valido per qualsiasi acquario.
Un filtro in una vasca con pochi piccoli pesci può rimanere efficiente per molto più tempo rispetto allo stesso filtro utilizzato in un acquario con molti animali, alimentazione abbondante e numerosi detriti.
Come riferimento pratico, alcuni produttori e guide specializzate suggeriscono controlli nell’ordine di alcune settimane o di circa un mese per un filtro a spugna ad aria, mentre altri materiali filtranti possono richiedere manutenzioni più distanziate.
Il segnale più utile rimane la riduzione della portata o delle bolle accompagnata da una spugna visibilmente carica di detriti.
Non pulire il filtro semplicemente perché la spugna è marrone
Il colore da solo non è sufficiente.
Una spugna biologicamente matura può essere scura e continuare a funzionare perfettamente. Se la portata rimane buona e il materiale non è intasato, non serve smontarlo ogni pochi giorni.
Pulizie troppo frequenti aggiungono disturbo senza offrire un reale vantaggio.
Un acquario molto carico sporca prima la spugna
Quantità di pesci, dimensioni degli animali e alimentazione incidono direttamente sulla quantità di residui che raggiunge il filtro.
Anche foglie morte e resti vegetali aumentano il carico.
Se devi pulire la spugna continuamente perché si intasa in tempi molto brevi, può essere utile chiedersi se il filtro sia abbastanza grande per la vasca e per la popolazione presente.
Un filtro sottodimensionato può funzionare, ma richiederà una manutenzione molto più frequente.
Non pulire contemporaneamente tutto il materiale biologico
Se l’acquario possiede più spugne o un filtro con spugne, cannolicchi e altri supporti biologici, evita quando possibile di sottoporre tutto a una pulizia profonda contemporaneamente.
Fluval e altri produttori raccomandano di scaglionare la manutenzione dei materiali biologici proprio per conservare una popolazione batterica stabile.
Puoi, per esempio, pulire bene la spugna meccanica più sporca e limitarti a una lieve agitazione nell’acqua dell’acquario per i supporti biologici.
Non sostituire contemporaneamente tutti i materiali maturi con ricambi nuovi.
Filtro a spugna unico: serve maggiore prudenza
In molti acquari dedicati a gamberetti, avannotti o pesci piccoli il filtro a spugna può rappresentare l’unico sistema di filtrazione.
In questo caso la spugna ospita una parte particolarmente importante della comunità batterica del sistema.
Puliscila quindi abbastanza da ripristinare il flusso, ma non sottoporla a disinfettanti o trattamenti aggressivi.
Dopo una manutenzione importante può essere prudente osservare attentamente gli animali e controllare i parametri dell’acqua, soprattutto in vasche molto popolate.
Quando sostituire la spugna
Una spugna non deve essere cambiata solo perché è vecchia di qualche mese. Molti materiali filtranti possono durare a lungo se rimangono elastici e strutturalmente integri.
La sostituzione diventa appropriata quando la schiuma inizia a sgretolarsi, perde forma, non rimane più correttamente sul supporto oppure i pori rimangono ostruiti anche dopo una pulizia adeguata.
Segui comunque le indicazioni specifiche del produttore, perché materiali differenti possono avere durate diverse.
Come sostituire una spugna senza perdere tutta la filtrazione biologica
Se possiedi due filtri a spugna, la gestione è semplice: evita di sostituirli entrambi nello stesso momento.
Quando è possibile, puoi anche far funzionare per un certo periodo il vecchio materiale insieme al nuovo, permettendo a quest’ultimo di essere progressivamente colonizzato.
Nei filtri con più moduli cambia soltanto una parte alla volta.
Se la spugna è l’unico materiale biologico e deve essere sostituita immediatamente perché si sta disintegrando, monitora attentamente ammoniaca e nitriti dopo l’intervento e gestisci la vasca con particolare prudenza.
Pulizia del prefiltro in spugna
Una spugna montata sull’aspirazione di un filtro esterno, interno o a zainetto ha principalmente il compito di fermare i detriti prima che raggiungano il filtro principale e di impedire che piccoli animali vengano aspirati.
Questa spugna tende a sporcarsi più velocemente e può richiedere una pulizia più frequente.
La procedura è simile: rimuovila senza disperdere troppo sporco, comprimila nell’acqua dell’acquario e reinstallala.
Se il filtro principale contiene abbondante materiale biologico maturo, il prefiltro può essere pulito in modo un po’ più energico rispetto a una spugna che costituisce da sola tutto il biofiltro.
Spugne nei filtri interni ed esterni
Nei filtri elettrici la spugna può essere soltanto uno degli stadi della filtrazione.
Prima della manutenzione scollega il filtro e gli altri apparecchi elettrici interessati seguendo il manuale. Rimuovi i cestelli o i materiali nell’ordine previsto dal costruttore.
Le spugne possono essere risciacquate nell’acqua dell’acquario o, quando espressamente consentito dal produttore, in acqua opportunamente declorata. I materiali biologici porosi dovrebbero essere trattati con maggiore delicatezza.
La carcassa e le parti meccaniche possono invece richiedere una pulizia differente, sempre senza detergenti.
Pulire anche la girante quando la portata è bassa
Se utilizzi un filtro elettrico e la portata rimane scarsa dopo avere pulito la spugna, il problema può essere nella girante.
Depositi, alghe e piccoli detriti possono accumularsi intorno al rotore.
I produttori prevedono normalmente una procedura specifica per rimuovere e pulire la girante a filtro scollegato. Utilizza una piccola spazzola morbida o lo strumento indicato e non applicare sapone.
Non forzare l’alberino, che in alcuni modelli è fragile.
Filtro a spugna in un acquario con gamberetti
I filtri a spugna sono molto utilizzati negli acquari con gamberetti perché offrono un flusso relativamente dolce e riducono il rischio di aspirare gli animali più piccoli.
La superficie della spugna viene inoltre ricoperta da biofilm che i gamberetti possono esplorare alla ricerca di alimento.
Per questo non serve renderla perfettamente pulita. Una manutenzione eccessiva eliminerebbe proprio una parte del biofilm che rende questo sistema interessante.
Rimuovi principalmente il detrito che limita il passaggio dell’acqua.
Filtro a spugna nelle vasche con avannotti
Lo stesso principio vale per le vasche di accrescimento. La spugna offre una filtrazione senza le forti aspirazioni tipiche di alcune pompe.
Con molti avannotti e alimentazione frequente, però, il materiale può intasarsi rapidamente.
Controlla quindi regolarmente la portata e pulisci quando necessario, evitando di aspettare che il flusso d’acqua diventi quasi nullo.
Cosa fare dopo una pulizia troppo aggressiva
Se hai accidentalmente lavato a lungo la spugna sotto acqua fortemente clorata, utilizzato acqua molto calda oppure sostituito quasi tutto il materiale filtrante, non è possibile sapere immediatamente quanti batteri siano rimasti attivi.
Non aggiungere nuovi pesci e riduci le situazioni che aumentano inutilmente il carico organico.
Controlla ammoniaca e nitriti nei giorni successivi con test affidabili. Se aumentano, possono essere necessari cambi parziali dell’acqua e una gestione prudente dell’alimentazione mentre il filtro recupera la propria capacità biologica.
Non tentare di correggere il problema effettuando un’altra pulizia del filtro.
Come comportarsi in un acquario appena avviato
Durante la maturazione iniziale le colonie batteriche devono ancora stabilizzarsi.
Se il filtro non è realmente intasato, non esiste motivo di pulire continuamente una spugna appena installata soltanto perché ha cambiato colore.
Unaqueon e altri produttori sottolineano che le prime settimane servono proprio alla colonizzazione del filtro e delle altre superfici dell’acquario.
Intervieni soltanto quando una reale ostruzione rende necessaria la manutenzione.
Pulizia dopo una malattia dei pesci
La normale pulizia della spugna non equivale a una disinfezione.
Se un veterinario o un protocollo specifico per una determinata malattia richiede di sanificare completamente vasca e attrezzature, bisogna seguire quella procedura. Potrebbe essere necessario sostituire o disinfettare alcuni materiali filtranti.
In questo caso devi però considerare che la colonia batterica può essere distrutta e che il sistema avrà bisogno di recuperare la propria maturazione biologica.
Non disinfettare quindi abitualmente il filtro “per prevenzione”.
Errori da evitare
Il primo errore è mettere la spugna sotto acqua molto calda e sapone finché torna come nuova. In questo modo si rischia sia di danneggiare il materiale sia di eliminare la componente biologica utile.
Non cambiare una spugna perfettamente funzionante soltanto perché è diventata marrone.
Evita anche di sostituire contemporaneamente spugne, cannolicchi e tutti gli altri materiali filtranti.
Non lasciare il filtro spento e i materiali biologici ad asciugare per lungo tempo mentre pulisci il resto dell’acquario. Mantenerli umidi aiuta a proteggere la comunità microbica.
Non aspettare, però, che il filtro sia completamente ostruito. Una portata molto ridotta significa che la manutenzione è già in ritardo.
Infine, non utilizzare la pulizia del filtro come risposta automatica a qualsiasi problema dell’acqua. Torbidità, alghe, ammoniaca elevata e cattivi odori possono avere cause differenti che devono essere individuate.
Una procedura pratica per pulire il filtro a spugna
Programma la pulizia durante un normale cambio parziale dell’acqua. Prepara un secchio pulito e dedicato esclusivamente all’acquario e riempilo con acqua appena prelevata dalla vasca.
Spegni aeratore o filtro e scollega le apparecchiature elettriche necessarie prima di mettere le mani nell’acqua.
Se la spugna è molto piena di detriti, circondala con un recipiente o un sacchetto pulito mentre è ancora immersa e sollevala insieme all’acqua, evitando di disperdere tutta la sporcizia nella vasca.
Smonta soltanto le parti previste dal produttore e immergi la spugna nel secchio. Comprimila e rilasciala diverse volte. Quando l’acqua diventa molto marrone, utilizza se necessario un’altra porzione dell’acqua rimossa dall’acquario e ripeti l’operazione.
Fermati quando il materiale ha perso la maggior parte dei detriti e l’acqua riesce nuovamente a passare bene attraverso i pori. Non serve far tornare la spugna perfettamente pulita.
Risciacqua il tubo di risalita e le parti in plastica con acqua, utilizzando una piccola spazzola dedicata quando necessario. Non applicare detergenti.
Rimonta il filtro, reinstallalo nella posizione corretta e ripristina l’aerazione o la pompa. Osserva il flusso: se è tornato normale, la pulizia è sufficiente.
Se la portata rimane ridotta, controlla tubo dell’aria, diffusore, valvola di non ritorno o, nei filtri elettrici, girante e tubazioni. Una spugna pulita non può correggere un’ostruzione che si trova altrove.
Conclusioni
Per pulire il filtro a spugna dell’acquario bisogna eliminare i detriti senza trasformare la manutenzione in una sterilizzazione. Il metodo più prudente consiste nel comprimere più volte la spugna in un secchio contenente acqua appena rimossa dall’acquario durante il cambio. In questo modo si libera il materiale dallo sporco che ostacola il flusso riducendo l’esposizione dei batteri utili a cloro, detergenti e forti variazioni di temperatura.
Non aspettare che la spugna diventi completamente intasata, ma non pulirla nemmeno soltanto perché appare marrone. Osserva soprattutto portata e quantità di bolle. Evita sapone, acqua bollente e sostituzioni complete di tutti i materiali biologici nello stesso momento. Se dopo la pulizia il flusso rimane debole, controlla anche tubo, diffusore, aeratore o girante. Una manutenzione equilibrata permette alla spugna di continuare a svolgere entrambe le sue funzioni fondamentali: trattenere i detriti e offrire una superficie stabile alla filtrazione biologica dell’acquario.