Collegare i cavi di un’autoradio 2 DIN non significa semplicemente unire fili dello stesso colore. Il formato 2 DIN descrive soprattutto le dimensioni dell’unità installata nel cruscotto, mentre i collegamenti elettrici dipendono dall’autoradio, dall’automobile e dagli eventuali sistemi originali presenti a bordo. Alimentazione permanente, positivo sotto chiave, massa, altoparlanti, antenna, amplificatore, comandi al volante e retrocamera possono richiedere connessioni differenti.
La situazione è relativamente semplice sulle auto meno recenti dotate di connettori ISO tradizionali. Su molte vetture moderne, invece, l’accensione dell’autoradio, l’illuminazione, i comandi al volante e altre informazioni vengono gestiti attraverso la rete CAN-bus. Tagliare fili e collegarli secondo il colore può quindi causare malfunzionamenti, perdita di funzioni originali e, nei casi peggiori, cortocircuiti o danni alle centraline. Il metodo più sicuro consiste nell’utilizzare un cablaggio adattatore specifico per automobile e autoradio, verificando ogni collegamento sullo schema fornito con entrambi i componenti. In questa guida vediamo come riconoscere i cavi principali, collegare alimentazione e altoparlanti, gestire una retrocamera e capire quando serve un’interfaccia CAN-bus. Per lavori che richiedono modifiche all’impianto originale, misure su circuiti sconosciuti o interventi vicino ai sistemi airbag è opportuno rivolgersi a un installatore qualificato.
Che cosa significa realmente autoradio 2 DIN
DIN indica uno standard utilizzato per le dimensioni dell’alloggiamento dell’autoradio. Una sorgente 2 DIN occupa indicativamente il doppio dell’altezza di una classica autoradio 1 DIN e viene spesso utilizzata per sistemi dotati di grande display, navigazione, CarPlay, Android Auto e retrocamera.
La dimensione fisica non stabilisce però il tipo di connettore presente dietro l’apparecchio. Due autoradio 2 DIN esteticamente simili possono utilizzare cablaggi completamente diversi.
Una Pioneer può avere un proprio connettore multipolare che termina con fili liberi o con un adattatore ISO, mentre una Sony, Kenwood, JVC o un’autoradio Android generica può adottare uno schema differente. Non collegare quindi un cablaggio soltanto perché il connettore entra fisicamente nella presa.

La soluzione migliore è utilizzare un adattatore specifico
Quando l’auto possiede ancora il cablaggio originale, evitare di tagliarlo è quasi sempre la scelta migliore.
Un adattatore collega la presa originale della vettura al cablaggio fornito con l’autoradio aftermarket. Le connessioni necessarie possono così essere preparate senza modificare permanentemente l’impianto del veicolo.
Sulle auto più semplici può bastare un adattatore ISO. Su vetture moderne può servire invece un’interfaccia elettronica specifica che interpreta i dati della rete CAN e genera segnali utilizzabili dall’autoradio, come ACC, retromarcia e illuminazione.
Alcune interfacce permettono anche di conservare amplificatore originale, comandi al volante, sensori di parcheggio, avvisi sonori e altre funzioni integrate nell’autoradio di serie.
Prima di iniziare recuperare gli schemi
Prima di unire qualsiasi filo servono due informazioni: lo schema dell’autoradio nuova e quello relativo al veicolo o all’adattatore utilizzato.
Il manuale dell’autoradio normalmente identifica funzione e colore di ogni conduttore. L’adattatore specifico dell’automobile dovrebbe fornire analoghe indicazioni sul lato veicolo.
Non utilizzare come unica fonte uno schema trovato online riferito a un’altra versione dello stesso modello di automobile. Cablaggi e dotazioni possono cambiare tra anno, allestimento e sistema audio installato in fabbrica.
Scollegare la batteria prima del collegamento
I manuali di installazione di numerosi produttori raccomandano di togliere la chiave dal quadro e scollegare il terminale negativo della batteria prima di eseguire i collegamenti, per ridurre il rischio di cortocircuito.
Prima di farlo, però, controlla il manuale dell’automobile. Alcune vetture richiedono procedure particolari per la disconnessione della batteria e possono perdere impostazioni, memorie o inizializzazioni. Su modelli più datati potrebbe essere necessario anche il codice di sicurezza della radio originale.
Non intervenire sui connettori del sistema airbag o pretensionatori. Se per rimuovere la plancia devi lavorare vicino a componenti SRS e non conosci la procedura prevista dal costruttore del veicolo, fermati e affidati a un professionista.
I tre collegamenti fondamentali: positivo permanente, ACC e massa
Una normale autoradio aftermarket utilizza almeno un positivo permanente, un’alimentazione comandata dall’accensione e una massa.
Nel cablaggio di molti produttori il filo giallo corrisponde all’alimentazione permanente proveniente dalla batteria. Questa linea mantiene memoria, stazioni, orologio e impostazioni anche quando il veicolo è spento.
Il filo rosso viene frequentemente utilizzato per il positivo sotto chiave, indicato come ACC o ignition. La radio lo utilizza per sapere quando deve accendersi e spegnersi.
Il nero viene normalmente utilizzato per la massa.
Questi colori sono molto diffusi sui cablaggi aftermarket, ma non devono essere considerati una regola universale per i fili presenti nell’automobile. Bisogna sempre verificare gli schemi.
Giallo e rosso invertiti: perché succede
Anche in presenza di connettori ISO può esserci una differenza nell’assegnazione dell’alimentazione permanente e di quella sotto chiave.
La documentazione Kenwood mostra, per esempio, configurazioni nelle quali i pin A4 e A7 del connettore ISO devono essere scambiati perché alcune automobili utilizzano una disposizione diversa tra batteria permanente e accensione.
Un sintomo tipico di collegamento invertito è un’autoradio che funziona ma perde ogni impostazione quando si spegne il quadro.
Il problema opposto è una radio che rimane sempre alimentata. Anche in questo caso non bisogna iniziare a spostare fili a caso. Verifica prima con lo schema del veicolo quale pin rappresenti realmente il positivo permanente e quale il comando di accensione.
Sulle auto moderne il cavo ACC può non esistere
In molte vetture recenti l’autoradio originale non riceve un tradizionale positivo sotto chiave. Sa quando accendersi perché comunica digitalmente con le centraline del veicolo attraverso il CAN-bus.
Collegando una nuova autoradio potresti quindi trovare il positivo permanente ma nessun filo ACC utilizzabile.
In questi casi non conviene prendere arbitrariamente corrente da un circuito del cruscotto. Una specifica interfaccia CAN-bus può leggere lo stato del veicolo e fornire all’autoradio un’uscita ACC corretta.
La stessa interfaccia può generare anche illuminazione, retromarcia e altri segnali utili.
Come funziona il connettore ISO degli altoparlanti
Nei cablaggi aftermarket è molto comune trovare quattro coppie di fili dedicate agli altoparlanti.
Una convenzione molto diffusa utilizza bianco per l’anteriore sinistro, grigio per l’anteriore destro, verde per il posteriore sinistro e viola per il posteriore destro. Per ogni coppia, il conduttore con striscia nera rappresenta generalmente il negativo.
È lo schema riportato anche in diversi manuali Kenwood. Non bisogna però dedurre che i fili originali dell’automobile abbiano necessariamente gli stessi colori.
Collega sempre positivo e negativo di ciascun altoparlante alla coppia corretta.
Non unire insieme i negativi degli altoparlanti
Le moderne autoradio utilizzano normalmente uscite amplificate nelle quali entrambi i fili di ogni altoparlante fanno parte del circuito di potenza.
Il negativo dell’altoparlante non deve quindi essere collegato alla carrozzeria come se fosse una normale massa elettrica.
Non bisogna nemmeno unire tra loro i negativi di più altoparlanti. I manuali Kenwood avvertono espressamente che condividere il negativo o collegarlo alla massa della vettura può danneggiare l’apparecchio.
Ogni diffusore deve mantenere la propria coppia indipendente.
Come controllare che i diffusori siano collegati in fase
Se su un altoparlante vengono invertiti positivo e negativo, generalmente continuerà a produrre suono, ma lavorerà con polarità opposta rispetto agli altri.
Con alcuni segnali questo riduce la percezione dei bassi e rende la scena sonora meno precisa.
Il problema è particolarmente evidente quando i due altoparlanti anteriori sono collegati in fase opposta.
Seguire correttamente le coppie indicate dal cablaggio evita il problema senza bisogno di prove improvvisate.
Auto con amplificatore originale
La presenza di un amplificatore di serie cambia notevolmente il collegamento.
In alcuni sistemi i fili che arrivano dietro all’autoradio non portano direttamente agli altoparlanti. La sorgente originale invia un segnale a un amplificatore installato altrove nel veicolo, che poi pilota i diffusori.
Montare direttamente una nuova autoradio senza l’interfaccia appropriata può produrre assenza totale di suono, volume molto basso, distorsione o impossibilità di controllare correttamente il fader.
Gli adattatori specifici per veicolo possono mantenere l’amplificatore originale e adattare il livello del segnale della nuova sorgente.
Il filo REMOTE per amplificatore e antenna
Molte autoradio dispongono di un’uscita generalmente identificata come AMP REM, REMOTE, P.CONT o simile.
Questa linea non serve ad alimentare direttamente un amplificatore. Fornisce un piccolo segnale elettrico che gli comunica di accendersi insieme alla sorgente.
Può essere utilizzata anche per alcuni adattatori di antenna amplificata, secondo lo schema previsto.
Non collegare un carico di potenza a questo filo. Se un amplificatore aftermarket necessita di alimentazione, deve avere un proprio cavo dimensionato e protetto proveniente dalla batteria.
Filo blu e blu/bianco non sono sempre equivalenti
Su alcuni cablaggi il blu puro è dedicato all’antenna elettrica e può attivarsi soltanto durante l’ascolto della radio FM/AM. Il blu con striscia bianca viene invece spesso utilizzato come comando remoto per amplificatori e accessori.
Su altri modelli la gestione può essere differente.
Se un amplificatore viene collegato al filo destinato esclusivamente all’antenna, potrebbe spegnersi quando passi da radio a Bluetooth o USB.
Controlla quindi la legenda del cablaggio della tua autoradio.
Collegamento del filo illuminazione
Molte sorgenti possiedono un ingresso indicato come ILLUMINATION o DIMMER. In diversi cablaggi aftermarket è arancione oppure arancione con striscia bianca.
Serve a informare l’autoradio quando vengono accese le luci dell’auto, permettendo eventualmente di ridurre la luminosità del display.
Su un’automobile moderna questo segnale può provenire dall’interfaccia CAN anziché da un filo tradizionale.
Se la radio non prevede la funzione oppure l’adattatore non fornisce il segnale, il cavo non utilizzato deve essere isolato correttamente secondo il manuale, non lasciato con rame scoperto.
Collegare i comandi al volante
I pulsanti presenti sul volante raramente possono essere collegati direttamente ai normali fili dell’autoradio senza verificare il sistema utilizzato dall’automobile.
Alcune vetture utilizzano segnali resistivi analogici, altre comunicano attraverso CAN-bus. Le autoradio aftermarket possono prevedere ingressi KEY1 e KEY2 oppure una presa dedicata per interfacce SWC.
Nella maggior parte delle installazioni moderne viene utilizzato un adattatore specifico per mantenere i comandi originali.
Non collegare a caso KEY1 o KEY2 a fili del CAN-bus. Le due cose non sono equivalenti e un collegamento scorretto può creare problemi all’elettronica della vettura.
Collegamento della retrocamera
Una retrocamera richiede normalmente almeno due collegamenti distinti: il segnale video e l’informazione che indica all’autoradio quando è stata inserita la retromarcia.
Il video arriva spesso attraverso un connettore RCA collegato all’ingresso indicato come REAR CAMERA IN, CAMERA IN o denominazione equivalente.
Separatamente, l’autoradio dispone di un filo REVERSE o BACK che deve ricevere il segnale previsto quando viene inserita la retromarcia. Nei manuali Pioneer questo cavo è spesso viola con striscia bianca.
Senza il trigger di retromarcia la videocamera potrebbe essere perfettamente alimentata e trasmettere un’immagine, ma lo schermo non passerà automaticamente alla visualizzazione posteriore.
Da dove prendere il segnale della retromarcia
Sulle installazioni tradizionali il segnale può provenire dal circuito della luce di retromarcia, purché sia elettricamente compatibile con l’ingresso dell’autoradio.
Sulle vetture moderne il circuito delle lampade può essere controllato elettronicamente o utilizzare segnali che rendono poco opportuno un collegamento diretto.
Un’interfaccia CAN-bus progettata per il veicolo può fornire un’uscita dedicata alla retromarcia evitando di intervenire sul cablaggio originale.
Se non sai quale sistema utilizza l’auto, non collegarti al primo filo che misura una tensione quando inserisci la retromarcia.
Alimentazione della retrocamera
Anche l’alimentazione della videocamera dipende dal modello. Alcune telecamere funzionano con la tensione di bordo, altre richiedono una tensione differente fornita da specifici adattatori o dall’autoradio.
Prima di collegarla direttamente alla luce di retromarcia controlla la tensione nominale della telecamera.
Sulle vetture con controllo elettronico delle lampade possono inoltre comparire disturbi video, spegnimenti o segnalazioni di errore se il collegamento viene effettuato senza considerare il funzionamento del circuito.
Il filo del freno di stazionamento
Molte autoradio multimediali utilizzano un ingresso dedicato al freno di stazionamento per limitare determinate funzioni video o di configurazione quando il veicolo è in movimento.
Pioneer, per esempio, specifica nei propri manuali che il filo PARKING BRAKE deve essere collegato al lato previsto dell’interruttore del freno di stazionamento e avverte che un collegamento improprio può compromettere la sicurezza e violare le regole applicabili.
Non bypassare questo collegamento per rendere disponibili funzioni bloccate durante la guida. Segui lo schema del produttore.
Microfono Bluetooth
Una 2 DIN dotata di vivavoce utilizza spesso un microfono esterno. Non si tratta di un semplice filo da unire al cablaggio ISO, ma di un accessorio con il proprio connettore.
Posizionalo secondo le indicazioni del produttore, normalmente in una zona vicina al conducente ma lontana da bocchette che possono generare rumore d’aria.
Fai passare il cavo evitando airbag a tendina e altri dispositivi di sicurezza. Non fissare il filo sopra o davanti alla zona di apertura di un airbag.
Antenna radio e adattatore
Il connettore dell’antenna originale non è sempre compatibile con la presa della nuova autoradio.
Molte vetture moderne utilizzano connettori Fakra o sistemi proprietari. In questo caso serve un adattatore.
Alcune antenne sono inoltre amplificate e richiedono alimentazione. Se l’adattatore dispone di un filo dedicato, deve essere collegato all’uscita prevista dall’autoradio.
Un sintomo frequente di mancata alimentazione dell’amplificatore d’antenna è una radio che riceve pochissime stazioni nonostante il connettore sembri installato correttamente.
USB, GPS e altri cavi della 2 DIN
Le autoradio moderne possono avere numerosi collegamenti che non fanno parte del classico cablaggio audio: USB, antenna GPS, microfono, ingresso telecamera, uscite RCA, ingresso per telecomandi e talvolta porte dedicate a moduli esterni.
Prima di inserire definitivamente la radio nel cruscotto decidi dove portare questi cavi. Un connettore USB lasciato dietro l’unità diventa difficile da raggiungere dopo il montaggio.
L’antenna GPS deve essere installata nella posizione indicata dal produttore, evitando superfici o schermature che possano ridurre la ricezione.
Autoradio Android generiche e cablaggi proprietari
Molte unità Android 2 DIN vengono fornite con cablaggi sui quali compaiono diciture come B+, ACC, GND, KEY1, KEY2, BACK, ILL e ANT.
Queste sigle sono utili, ma non bisogna presumere che colori e pin siano identici tra prodotti differenti. È abbastanza comune trovare cablaggi esteticamente uguali con assegnazioni non perfettamente coincidenti.
Conserva lo schema fornito con l’unità e identifica i fili tramite la loro funzione, non soltanto tramite il colore.
Come realizzare le giunzioni
Se utilizzi un adattatore con fili liberi, prepara gran parte del cablaggio fuori dall’automobile. È molto più semplice lavorare su un banco che dietro al cruscotto.
Utilizza connettori a crimpare di buona qualità e adatti all’impiego automobilistico oppure il sistema di giunzione previsto dal produttore. La connessione deve essere meccanicamente robusta e completamente isolata.
La termorestringente può essere utile per proteggere le giunzioni realizzate con il metodo appropriato.
Evita di attorcigliare semplicemente due fili e avvolgerli con un pezzo di nastro isolante. Vibrazioni e variazioni di temperatura possono allentare il collegamento nel tempo.
Non lasciare fili inutilizzati scoperti
Una nuova autoradio può avere cavi non necessari alla tua installazione, per esempio uscita antenna elettrica, remote, illuminazione o ingressi di servizio.
Non tagliarli a filo del connettore e non lasciarne il rame esposto.
Isolali singolarmente in modo che non possano toccare la carrozzeria o altri conduttori. I manuali di installazione raccomandano espressamente di impedire che connettori o cavi non collegati entrino in contatto con il corpo metallico dell’automobile.
Non aumentare il valore del fusibile
Se durante il montaggio salta il fusibile dell’autoradio, fermati e cerca il cortocircuito.
Non sostituire un fusibile da un certo amperaggio con uno maggiore sperando che non intervenga più. Il fusibile protegge il cablaggio e l’apparecchio.
I manuali Kenwood, come quelli di altri produttori, specificano di sostituire un fusibile bruciato soltanto con uno dello stesso valore previsto dopo aver controllato la causa del corto.
Attenzione agli amplificatori aftermarket
Un amplificatore esterno non deve essere alimentato attraverso il cablaggio della radio.
Richiede un collegamento alla batteria dimensionato in base alla corrente assorbita, protetto da un fusibile opportunamente posizionato vicino alla sorgente di alimentazione e una massa adeguata.
Dall’autoradio arrivano normalmente soltanto il segnale audio tramite RCA e il comando REMOTE per l’accensione.
Un impianto con amplificatore e subwoofer richiede quindi una progettazione distinta rispetto al normale collegamento di una sorgente 2 DIN.
Primo test prima di rimontare la plancia
Dopo avere completato e controllato tutti i collegamenti, ripristina la batteria secondo la procedura appropriata per l’automobile e prova il sistema prima di fissare definitivamente la radio.
Verifica che l’unità si accenda con la logica corretta, che mantenga le impostazioni dopo lo spegnimento e che tutti gli altoparlanti producano suono.
Controlla bilanciamento e fader per assicurarti che i quattro canali corrispondano realmente alla posizione indicata sullo schermo.
Prova quindi radio, Bluetooth, USB, comandi al volante, microfono, retrocamera e qualsiasi altro accessorio installato.
La radio perde le memorie ogni volta che si spegne l’auto
È uno dei problemi più frequenti dopo un’installazione fai da te.
Se stazioni, ora e impostazioni tornano ai valori iniziali ogni volta che togli la chiave, controlla il collegamento dell’alimentazione permanente.
È possibile che rosso e giallo siano stati invertiti rispetto alla configurazione richiesta dall’automobile oppure che il filo permanente non riceva tensione.
Non unire semplicemente rosso e giallo insieme per risolvere il problema: potresti ottenere una radio permanentemente alimentata e scaricare la batteria.
L’autoradio non si spegne mai
Se rimane accesa anche molto tempo dopo avere spento il veicolo, verifica prima come dovrebbe comportarsi l’impianto originale. Alcune automobili mantengono accessori alimentati fino all’apertura della porta.
Se invece la sorgente rimane permanentemente attiva, potrebbe essere stato collegato il filo ACC a un positivo costante.
Su una vettura CAN-bus potrebbe mancare completamente il corretto segnale di accensione e servire un’interfaccia elettronica.
L’autoradio non si accende
Controlla per prima cosa fusibili e connessioni, senza sostituire componenti con valori differenti.
Verifica poi alimentazione permanente, ACC e massa secondo gli schemi. Se il veicolo utilizza un’interfaccia CAN, controlla che modulo e cablaggio siano quelli previsti per modello e anno.
Un’autoradio nuova che non si accende non è necessariamente guasta. Molti problemi derivano proprio dalla mancanza del segnale ACC sulle auto moderne.
L’autoradio si accende ma dagli altoparlanti non esce suono
Se display e funzioni sono normali ma tutti gli altoparlanti sono muti, verifica innanzitutto se l’auto possiede un amplificatore originale.
Potrebbe mancare il comando necessario ad accenderlo oppure l’impianto potrebbe richiedere un adattatore per trasformare il segnale della nuova sorgente.
Se il veicolo non dispone di amplificatore esterno, controlla le quattro coppie degli altoparlanti e assicurati che nessun negativo sia stato portato a massa.
Rumore dagli altoparlanti dopo il montaggio
Fruscii e ronzii che cambiano con il regime del motore possono essere legati a masse, percorso dei cavi o impianti con amplificatori esterni.
Controlla innanzitutto che i collegamenti di massa siano corretti e che non siano state realizzate giunzioni precarie.
Non inserire immediatamente filtri antirumore per nascondere il problema. Prima va verificata l’origine del disturbo.
Perché non conviene tagliare il connettore originale
Tagliare la presa di fabbrica può sembrare più rapido, ma rende più difficile ripristinare la radio originale e aumenta il rischio di errori.
Su auto con reti dati e amplificatori di serie potresti inoltre tagliare conduttori che non hanno una funzione intuitiva.
Un adattatore specifico mantiene reversibile l’installazione e rende molto più semplice controllare ogni funzione.
Errori da evitare
Il primo errore è unire i fili soltanto perché hanno lo stesso colore. I colori sono relativamente standardizzati sul cablaggio aftermarket, non necessariamente sul lato automobile.
Non collegare i negativi degli altoparlanti alla carrozzeria e non unirli tra loro.
Non collegare un amplificatore direttamente al filo REMOTE dell’autoradio e non aumentare il valore di un fusibile che continua a bruciarsi.
Non prendere un positivo ACC casuale da centraline o circuiti del cruscotto quando la vettura utilizza CAN-bus.
Non bypassare il collegamento del freno di stazionamento previsto dal costruttore della sorgente.
Evita inoltre di passare microfono, USB o altri cablaggi davanti agli airbag e non modificare connettori SRS.
Infine, non rimontare completamente la plancia prima di avere provato tutte le funzioni. Scoprire a lavoro terminato che il microfono o la retrocamera non funzionano significa smontare tutto una seconda volta.
Una procedura pratica per collegare l’autoradio 2 DIN
Inizia identificando con precisione automobile, anno, allestimento e sistema audio originale. Cerca quindi un adattatore compatibile che permetta di collegare la nuova autoradio senza tagliare la presa originale.
Verifica se servono anche interfaccia CAN-bus, adattatore antenna, modulo comandi al volante o interfaccia per l’amplificatore originale.
Recupera il manuale dell’autoradio e lo schema del cablaggio. Prepara fuori dalla vettura le connessioni tra adattatore e sorgente, associando ogni filo per funzione: batteria permanente, ACC, massa, altoparlanti, remote, illuminazione e segnali accessori.
Prima di intervenire nell’auto esegui la procedura prevista per la batteria e, quando applicabile, scollega il terminale negativo. Rimuovi l’autoradio originale utilizzando gli utensili corretti senza tirare i cablaggi.
Collega l’adattatore originale, l’eventuale modulo CAN e il cablaggio della nuova autoradio. Installa antenna e relativo adattatore, microfono, USB e GPS.
Se è presente una retrocamera, collega separatamente il segnale video e il trigger di retromarcia secondo lo schema della sorgente e verifica la corretta alimentazione della telecamera.
Isola singolarmente tutti i cavi non utilizzati e sistema il fascio in modo che non venga schiacciato contro spigoli o meccanismi della plancia.
Ripristina quindi l’alimentazione e fai una prova completa prima di fissare il display. Controlla accensione, spegnimento, mantenimento delle memorie, ogni altoparlante, radio FM, Bluetooth, microfono, USB, comandi al volante, illuminazione e retrocamera.
Solo quando tutto funziona inserisci definitivamente la 2 DIN nel supporto e rimonta cornici e pannelli.
Conclusioni
Per collegare correttamente i cavi di un’autoradio 2 DIN bisogna ragionare per funzione e non per colore. Nel cablaggio aftermarket giallo, rosso e nero vengono spesso utilizzati rispettivamente per alimentazione permanente, ACC e massa, mentre bianco, grigio, verde e viola identificano comunemente le quattro coppie degli altoparlanti. La disposizione sul lato vettura, però, può essere diversa anche quando sono presenti connettori ISO.
La soluzione più pulita consiste nell’utilizzare un adattatore specifico per l’automobile e, sui modelli moderni, l’interfaccia CAN-bus necessaria per ottenere ACC, illuminazione, retromarcia e mantenere funzioni come comandi al volante o amplificatore originale. Collega retrocamera, antenna e accessori seguendo lo schema della sorgente, non lasciare conduttori scoperti e non modificare fusibili o sistemi di sicurezza. Se non riesci a identificare con certezza i fili originali oppure l’auto integra radio, amplificatore e funzioni di bordo attraverso la rete dati, il passo più sicuro è affidare il collegamento a un installatore specializzato invece di procedere per tentativi.