Come Coltivare l’Edera in Vaso

In un vivaio ben fornito troverai tanti tipi di edera a seconda di gusti ed esigenze. Sono piante rustiche ma per coltivarle in vaso dovrai badare ad alcuni accorgimenti, in modo particolare, alla frequenza delle innaffiature e all’espozione. Segui questa guida per avere maggiori chiarimenti.

Se desideri coltivare l’edera in vaso devi ricordarti che nessuna varietà sopporta il pieno sole; quindi dovrai sistemare i contenitori a mezza ombra e in una posizione ben arieggiata. Devi provvedere ad un ottimo drenaggio e utilizzare della terra universale. Esegui le innaffiature, dalla primavera all’autunno, giornalmente o quasi (anche in dipendenza della grandezza del vaso).

Concima ogni due tre settimane e usa un fertilizzante liquido per piante verdi che unirai all’acqua dell’innaffiatura come da istruzione in etichetta. Dalla metà di settembre e per tutto l’inverno sospendi le concimazioni (le riprenderai a metà febbraio) e rallenta le innaffiature. Ricovera in serra fredda o in un locale poco riscaldato i vasi d’edera in fogliame variegato. Tutte le altre varietà sono resistenti al freddo.

Se hai la varietà a foglie acuminate, piccole e variegate (tipo hedera helix) puoi tenerla in appartamento. Anche se l’aria asciutta degli appartamenti le fa deperire in poco tempo provocando spesso la comparsa del ragnetto rosso. Per mantenerla provvedi al lavaggio delle foglie, una volta al mese, con una leggera doccia a temperatura ambiente e con delle spugnature per liberarle dalla polvere.

Irriga la pianta almeno una o due volte alla settimana e vaporizza le foglie ogni due-tre giorni. Prima di riportare all’aperto la pianta che ha soggiornato all’interno devi abituarla gradatamente all’aria aperta e mai posizionarla subito in pieno sole. Puoi propagare l’edera anche per talea: preleva in primavera dalla cima dei rametti e metti a radicare in un miscuglio di terra da giardino e sabbia in parti uguali. Già dall’autunno successivo puoi mettere le piantine a dimora.

Come Coltivare la Maggiorana

La maggiorana è una spezia parecchio diffusa nell’ambito della cucina mediterranea. Viene impiegata soprattutto nella preparazione e nell’aromatizzazione di umidi, selvaggina e pollami. Risulta essere una pianta perenne tutto sommato anche gradevole alla vista. Vediamo come fare per coltivarla utilizzando alcuni consigli presenti in questo articolo.

Risulta essere una pianta perenne, ma non tollera le basse temperature e le gelate, va quindi coltivata come se fosse una pianta annuale. Per questo motivo dovrete piantarla in un luogo soleggiato, caldo e riparato dai venti eccessivi ma al contempo arieggiato. Si può propagare per semina durante la primavera o per divisione delle accestite a primavera o dopo la fioritura.La pianta va innaffiata spesso e con poca acqua in modo da non generare ristagni idrici.

La maggiorana riesce ad adattarsi a varie tipologie di terreno, ma apprezza maggiormente un terreno a reazione alcalina, asciutti, permeabili e ricchi di sostanze organiche. Terreni umidi e temperature basse rendono difficile la sopravvivenza della maggiorana.

La maggiorana richiede più acqua nei primi periodi dopo la nascita e durante la fioritura. Quando la pianta è matura, a fine primavera, bisogna raccoglierne le foglie e le estremità fiorite. Procedete poi lasciandole essiccare in luoghi bui e ventilati. Potete, se volete, concimarla con azoto, fosforo e potassio.

Come Coltivare l’Indivia nel Giardino

L’endivia, nota anche come indivia, è una delle verdure più utilizzate nelle nostre insalate. Tempo fa veniva utilizzata anche come pianta medicinale, oggi la si usa soltanto a scopo alimentare. Con questa guida impareremo insieme come coltivare l’indivia.

Se avete deciso di coltivare l’indivia fate in modo di collocarla in un clima temperato perchè benchè sopporti discretamente il freddo non tollera per niente la siccità ed il caldo eccessivo. Scegliete inoltre un terreno molto fertile, sciolto e ricco di sostanza organica, diversamente le piante vanno a seme prima di poterle raccogliere.

Ricordate che prima di potere ripetere la coltura sullo stesso terreno devono passare almeno 3 anni. Intanto potete sfruttare il terreno per la coltura di patate, cipolle invernali e pomodori. Particolarmente utile si rivelerà la consociazione con porri e cicoria. Sappiate invece che consociare l’indivia con finocchi, cavoli e fagioli rampicanti è deleterio per la pianta.

Seminate in semenzaio e trapiantate a dimora soltanto quando le piantine hanno sviluppato 4 o 5 foglie ad una distanza di 25-30 cm sulla fila e 30 o 40 cm tra le file. Seminate per la prima volta a gennaio su letto caldo, in seguito seminate ogni 20 giorni per avere continuità nel raccolto. Nei mesi estivi seminate direttamente sul posto.

Ricordate che la profondità di semina è di un grammo di seme per un metro quadro di semenzaio. Qualche mese prima della semina interrate ad una profondità di 35 cm 3 quintali di letame maturo per 100 metri quadri. Non concimate mai con concime organico fresco. Irrigate spesso le piante fin quando non formano le foglie.

A quel punto diradate le irrigazioni onde evitare il marciume. Se inoltre desideate praticare l’imbianchimento dovrete raccogliere le foglie di ogni cespo e legarle con un filo di rafia. Eseguite la legatura soltanto a foglia asciutta. Eseguite la raccolta a scalare in autunno, inverno e primavera.

La pianta di indivia viene attaccata dalle peronospore, riconoscibili dalle macchie scure e dalla lanugine sulle foglie, successivamente le foglie appassiscono e muoiono. Altra malattia a cui l’indivia è soggetta è la ruggine che causa pustole rossastre e deformazione delle foglie. Il marciume può essere prevenuto tramite prodotti rameici. Ulteriori aggressori della pianta sono gli afidi e le lumache.